venerdì 18 luglio 2008

Riccò interrogato alle 15
Tutta la squadra nel mirino

Il modenese nel pomeriggio verrà sentito al tribunale di Foix. Alle 17 conferenza stampa per fare il punto. Intanto aumentano i sospetti sulla Saunier Duval: si teme il doping di squadra. Gendarmi sulle tracce di Piepoli. Si intensificano le voci su un'altra positività di un compagno di squadra di Riccò

Riccardo Riccò mentre lascia il Tour: verrà interrogato oggi alle 15. Ansa
Riccardo Riccò mentre lascia il Tour: verrà interrogato oggi alle 15. Ansa
NARBONNE (Fra), 18 luglio 2008 - Ha passato la notte a Pamiers Riccardo Riccò, dopo il ciclone doping che l'ha travolto. Il corridore della Saunier Duval era stato trasferito lì da Mirepoix, dove era arrivato nel pomeriggio di ieri per essere interrogato. Alle 15 verrà ascoltato al tribunale di Foix dal giudice istruttore.
12.25 - Si intensificano le voci sulla positività di un altro corridore della Saunier Duval. La sostanza incriminata sarebbe ancora una volta la Cera, la stessa che ha inchiodato Riccò
11.19 - Sul caso Riccò arriva anche la condanna di Damiano Cunego, che proprio prima del Tour aveva promosso una campagna antidoping. "Il ciclismo è sempre allo stesso punto: si annuncia di aver intrapreso la strada giusta per risollevarsi ma evidentemente non è così. Continuo a correre convinto di quello che faccio, però ogni volta ci si scontra con la realtà dei fatti che fa a pugni con i programmi di recupero di credibilità del settore. È un momento durissimo, ma non perdo la fiducia che il futuro possa essere migliore e il ciclismo riacquisti così credibilità. Fermare Riccardo rappresenta un provvedimento giusto in questa direzione"
11.15 - A Pamiers arrivano lo zio e la sorella di Riccardo Riccò, Melissa. "Siamo venuti - dice Giovanni Ghirri, che oltre a essere lo zio è il presidente del fans club di Riccardo Riccò - per manifestargli tutta la nostra solidarietà e per non farlo sentire solo. Speriamo di incontrarlo fuori dalla gendarmeria o nel tragitto da Pamiers a Foix. A noi ora interessa solo l'uomo Riccardo e quello che sta passando"-
NUOVO INTERROGATORIO - Il modenese verrà ascoltato di nuovo questo pomeriggio alle 15 nel tribunale di Foix dal giudice istruttore titolare dell'inchiesta. Frattanto il procuratore Antoine Leroy ha convocato due ore dopo una conferenza stampa per fare il punto della situazione. In mattinata, a bordo di una Porsche Cayenne guidata dalla madre Rosella, è arrivata in Francia la fidanzata di Riccò, Vania Rossi, campionessa italiana di ciclocross.
OMBRE SULLA SAUNIER - Nel mirino dei gendarmi francesi c'è adesso tutta la Saunier Duval Scott. La squadra di Riccò è sospettata di aver messo in piede un sistema doping organizzato. Il motor home del team e l'hotel dove alloggiavano a Ussat-les-Bains è stato perquisito ieri dai gendarmi, che sono anche sulle tracce di Leonardo Piepoli, rientrato ieri sera nella sua casa di Montecarlo.
I DUBBI DEL TOUR - Sulla Saunier Duval aveva avanzato dei dubbi già ieri Christian Prudhomme, direttore del Tour de France: "Gianetti non mi sembra un modello di virtù" aveva detto del manager della squadra di Riccò. Già l'anno passato un corridore della Saunier Duval, Iban Mayo, risultò positivo all'Epo ad un controllo durante il Tour, anche se in seguito venne assolto dalla federazione spagnola. Nonostante questo, la squadra era stata invitata ugualmente. "La decisione di lasciare la corsa dimostra che sono responsabili, se non colpevoli" aveva proseguito Prudhomme, che poi aveva attaccato anche Cobo e Piepoli, mettendo in dubbio la loro vittoria sull'Hatuacam: "Non so se era doping di squadra, ma sull'Hautacam due di loro erano superiori agli altri" aveva insinuato Prudhomme.
MASSIMA SEVERITA' - Sull'affair Riccò ha detto la sua anche Rachida Dati, ministro della Giustizia francese. "La giustizia segue questi casi nel modo più severo possibile - ha detto - È assolutamente sconvolgente avere atleti dopati al Tour de France, tanto più che il ciclismo è uno sport per famiglie, che mobilita tutta la Francia. Per punire il doping abbiamo creato un reato penale estremamente pesante con pene detentive severissime".
PANTANI NON C'ENTRA - Intanto sul caso Riccò sono intervenuti i familiari di Marco Pantani, invitando tramite gli avvocati Alessandro Monti e Claudio Carnevali a smetterla di paragonare la vicenda del Cobra a quella del Pirata. "Non si capisce perché (o forse lo si capisce perfettamente se lo si valuta dal punto di vista del clamore e dell'attenzione che può suscitare sul lettore il nome di Pantani) - fanno sapere gli avvocati - per raccontare un fatto di cronaca giudiziaria sia necessario accostarlo forzatamente e strumentalmente al Pirata". La famiglia Pantani si riserva di rivolgersi alle autorità giudiziarie per tutelare l'immagine del figlio.

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