Il campione modenese ha vinto due tappe della Grande Boucle
La sua squadra, la Saunier Duval, annuncia il ritiro dalla corsa
Tour, Riccò trovato positivo all'Epo
Il corridore fermato dai gendarmi
La sorella: "Se uno va forte trovano sempre il modo di farlo fuori"
LE IMMAGINI - L'INTERVENTO DI GIANNI MURA
Secondo l'agenzia antidoping transalpina (AFLD), nelle urine del ciclista sono state trovate tracce di Epo di terza generazione, il cosiddetto Cera (Continuous Erythropietin Receptor Activator), un attivatore continuo dei recettori dell'eritropoietina che stimola la produzione di globuli rossi. Grazie al Cera, giunto da poco nel mercato del doping, l'effetto dell'Epo dura molto più a lungo del normale.
Dopo la notifica del risultato dei test, il corridore è stato prelevato dalle forze dell'ordine e portato in gendarmeria, dove adesso si trova in stato di fermo ed in attesa di essere interrogato. Per la legge francese il doping è un reato penale: il modenese rischia fino a 5 anni di carcere e 75mila euro di multa.
Riccardo Riccò, astro nascente del ciclismo italiano, stava correndo un esaltante Tour de France. Dopo la vittoria a Super Besse e quella non meno importante sul Col d'Aspin, il modenese occupava il nono posto nella generale, indossava la maglia a pois della classifica degli scalatori ed era anche primo nella graduatoria della maglia bianca, che indica il miglior ciclista con meno di 25 anni. Quasi certa la sua esclusione dalla squadra che rappresenterà l'Italia alle Olimpiadi di Pechino.
Quello di Riccò è il terzo caso di doping quest'anno alla Grande Boucle: prima di lui, sempre per positività all'Epo, sono stati fermati gli spagnoli Manuel Beltran l'11 luglio e proprio ieri Moises Duenas.
"E' la stessa sostanza trovata negli altri due ciclisti fermati" ha dichiarato il presidente dell'AFLD Pierre Bordry. E' furente il presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale Pat McQuaid "La mia è ancora una volta una reazione di collera. Ora si dirà che tutti utilizzano la stessa sostanza e che qualcuno gliel'ha venduta. Io sono orgoglioso che questi corridori siano stati presi. Il tour - ha continuato McQuaid - deve andare avanti fino alla fine, fino a Parigi".
A difendere con convinzione Riccò ci pensa la sorella Melissa, che anzi lancia duri attacchi al mondo del ciclismo "Se uno va forte ed è esuberante come mio fratello Riccardo, prima o poi trovano il modo di farlo fuori. E' stato così anche per Marco Pantani". Melissa prosegue ricordando alcuni episodi che avevano coinvolto lo scalatore in passato "Tutti sanno che già due volte era finito sui giornali per l'ematocrito, salvo poi rivelarsi un valore naturalmente alto per il suo fisico".
Nessun commento:
Posta un commento