sabato 23 agosto 2008

Idem: "Le Olimpiadi
sono come i figli"

L'azzurra dopo la sua ultima impresa: "Non escludo di andare avanti fino a Londra. Per me i Giochi e le medaglie sono come quando partorisci: maledici il dolore, ma poi vorresti un altro bambino". Sulla gara: "Non mi sono accorta di nulla"

Josefa Idem, l'argento e uno dei suoi figli. Ansa
Josefa Idem, l'argento e uno dei suoi figli. Ansa
PECHINO (Cina), 23 agosto 2008 - Sorride Josefa Idem oltre il traguardo. Abbraccia i suoi bimbi, Janek e Jonas. "Sono le mie medaglie speciali e il segreto dei miei successi", dice. "Provo molta gioia. Sono andata vicinissima a vincere l’oro. Ho provato una grandissima emozione. Sono partita dall’Italia felice e ci tornerò felice", ha detto, subito fugando ogni ombra di disappunto.
RETROSCENA - Era serena. Bella di una gioia tranquilla. Ha raccontato aneddoti eleganti: "Prima della gara ero nervosissima. Mi sono chiusa in una stanza al buio. Ho acceso lo stereo e mi sono messa a ballare". C’era misura nelle sue parole e la luce dell’intelligenza. La gara le ha dato felicità. E’ riuscita ad espungere i veleni, i rancori, i rimpianti. Ha raccontato: "In gara non mi sono accorta di nulla. Non guardavo le avversarie. Non sapevo nemmeno di essere in testa. Mi sono concentrata sulla mia corsa. Mi sono accorta di essere arrivata seconda solo oltre il traguardo", ha detto. Il distacco nell’ordine d’arrivo è minimo: solo 3 millesimi di secondo. Nulla.
NESSUN RIMPIANTO - Il marito-allenatore Guglielmo Guerrini ha voluto visionare il photofinish e lì ha contatato che il distacco vero è di soli 3 millesimi. In pratica un centimetro. "Josefa ha perso all’ultima pagaiata", ha spiegato. "L’ucraina ha azzeccato il tempo giusto per l’ultimo colpo di pagaia". "Tre millesimi? Non ho rimpianti. Avevo altre avversarie molto vicini anche dietro a me", ha replicato tranquilla Josefa. Ha battuto le due favorite. E’ stata sconfitta da un’outsider, l’ucraina Inna Osypenko-Radomska, irrotta all’improvviso nella gara. "Non l’abbiamo vista per tutto l’anno. Mi sono detta: "Non è un buon segno". Agli Europei le avevo dato 8 decimi, ma io non l’avevo sottovalutata".
LONDRA - Ora questa gara fantastica può portarla Josefa a continuare fino a Londra. "Voi smettereste, se state facendo un lavoro che vi piace e in cui state riuscendo bene?", ha chiesto ai giornalisti Guerrini. E Josefa ha aggiunto: "Le Olimpiadi e le medaglie per me sono come i figli. Al momento del parto provi dolore e pensi che sarà l’ultimo. Ma quando hai in mano la tua creatura, è così bella che pensi subito di farne un’altra".
DEDICA - Josefa ha voluto dedicare la medaglia alla suocera Anna Margotti, scomparsa un anno fa: "Mi ha insegnato tante cose. Mi ha dato gli strumenti per vincere". Elegante, intelligente, bella. Ha sorriso per una sconfitta che per altri sarebbe stata amara come il fiele. E’ risalita sul podio a 24 anni dalla prima volta. Ora, alle soglie dei 44 anni, guarda verso Londra. E lo fa con eleganza. Insieme alla sua famiglia. Guerrini ha detto: "Alla sua età ogni gara è una bella gara. Stiamo andando alla scoperta di una nuova frontiera". Josefa Idem, più che verso Londra, pagaia verso l’immortalità

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