domenica 10 agosto 2008

Pellielo ancora d'argento
E' il suo terzo podio olimpico

Dopo Sydney e Atene, il piemontese centra la terza medaglia olimpica consecutiva nel tiro a volo, specialità trap. Mai nessun italiano era riuscito in questa impresa nella fossa. L'oro va al ceco Kostelecky, l'altro azzurro Frasca cede nel finale e finisce sesto

Giovanni Pellielo è sul podio per la terza Olimpiade consecutiva. Ansa
Giovanni Pellielo è sul podio per la terza Olimpiade consecutiva. Ansa
PECHINO, 10 agosto 2008 - Un argento sofferto, bagnato di lacrime, ma soprattutto di pioggia. Una caterva di pioggia che, dopo la calura dei giorni scorsi, ha stravolto la finale di fossa olimpica, lanciando l’argento, il secondo olimpico consecutivo, di Giovanni Pellielo. Che, subito dopo l’impresa ha rinnovato la sua fede: "Ringrazio Dio per questa medaglia. Preferivo l’oro, ma sono contento perché ho fatto il massimo che potevo".
PIOGGIA E RECORD - Giovanni "Johnny" Pellielo, il più anziano dei 6 finalisti, con 38 anni e già 4 Olimpiadi alle spalle, aveva già conquistato il bronzo a Sydney e l'argento ad Atene: mai nessun italiano era andato sul podio in tre Olimpiadi consecutive nella fossa olimpica. Pellielo ha avuto momenti difficili, in questa prova, dopo i due zeri dell’ultima serie di qualificazione, in mattinata, ne ha collezionati altri due, sempre con piattelli in uscita a destra, mentre in precedenza aveva patito quelli con uscita a sinistra. Ma, favorito anche dall’abitudine di chi è nato e vive a Vercelli, è stato bravissimo a recuperare concentrazione e sicurezza, mentre tutti gli altri, meno l’impeccabile ceco David Kostelecky, accusavano le condizioni esterne.
IL FUTURO E' DI FRASCA - Pioggia e scarsa visibilità hanno messo subito fuori gioco Glasnovic e hanno distratto Alipov, quindi hanno stoppato l’esordiente Erminio Frasca, peraltro bravissimo, a 25 anni e alla prima Olimpiade, finché non è incappato in due zeri di fila, uscendo dalla lotta per il secondo e terzo posto. E finendo poi sesto, dopo spareggio, ma con grandi promesse future. A pagare l’effetto delle straordinarie condizioni esterne - pioveva anche in tribuna stampa - anche il due volte campione olimpico Michael Diamond, che era arrivato a Pechino da favorito. Ma prima ha acciuffato la finale per la cuffia dopo un playoff a tre, e poi è scivolato negli ultimi colpi ed è stato beffato nello spareggio per il bronzo dal campione olimpico uscente, Alipov.
RISULTATI - Finale trap maschile: 1. Kostelecky (R.Cec) 146 (121); 2. Pellielo (Ita) 143 (120); 3. Alipov (Rus) 142, dopo spareggio (121); 4. Diamond (Aus) 142, dopo spareggio (119, dopo spareggio); 5. Glasnovic (Cro) 140, dopo spareggio (119, dopo spareggio); 6. Frasca 140 dopo spareggio (Ita) 120.

Tagliariol, la spada è d'oro

Il trevigiano batte 15-9 nella finale della spada il francese Jeannet e conquista la prima vittoria azzurra a Pechino: "Volevo tornare a casa con una medaglia"

Tagliariol sul podio mangia la medaglia d'oro. Ai suoi lati il francese Jeannet (a sinistra) e lo spagnolo Abajo. Afp
Tagliariol sul podio mangia la medaglia d'oro. Ai suoi lati il francese Jeannet (a sinistra) e lo spagnolo Abajo. Afp
PECHINO (Cina), 10 agosto 2008 - E’ della scherma il primo oro italiano della XXIX Olimpiade. A Pechino è Matteo Tagliariol a rompere il ghiaccio vincendo 15-9 la finale della spada contro il francese Fabrice Jeannet. Nella Fencing Hall di Pechino il 25enne trevigiano raggiunge un risultato che all’Italia mancava da 48 anni (Giuseppe Delfino vinse l’oro individuale della spada a Roma ’60) e conferma i progressi degli ultimi anni.
ANNATA INCREDIBILE - Questo oro olimpico è il clou della sua stagione incredibile - con la finale era già certo di alzare la coppa del Mondo 2008 - con tre successi in coppa del Mondo e una continuità di risultati impressionante. L’allievo di Angelo Mazzoni - l’olimpionico della spada nel 2000 - ha cominciato la sua corsa verso la medaglia olimpica nei sedicesimi contro il norvegese Torkildsen (15-10), poi il francese Robeiri (di solito bestia nera, stavolta regolato 15-11) e nei quarti l’olandese Verwijlen (15-11).
VOGLIA D'ORO - "Volevo tornare a casa con una medaglia, ero fiducioso perché a ogni incontro mi sono sentito sempre meglio - dice Tagliariol -. Qui a differenza delle altre gare devi tornare in pedana anche per il bronzo e non so se ce l’avrei fatta, perché quando perdo mi abbatto". Josè Luis Abajo nella finale per il terzo posto ha battuto 9-8 l’ungherese Gabor Boczko al minuto supplementare (a 4 secondi dalla fine, con la priorità all’avversario) e ha regalato la prima medaglia olimpica della scherma alla Spagna.

Guderzo splendido bronzo
"Devo capire cosa ho fatto"

Dopo l'argento di Rebellin arriva un'altra medaglia dal ciclismo. Nella prova su strada femminile Tatiana Guderzo è terza nello sprint finale. Oro alla britannica Cooke, argento alla svedese Johansson

Nicole Cooke vince l'oro, Guderzo, a destra, è terza. Ap
Nicole Cooke vince l'oro, Guderzo, a destra, è terza. Ap
JUYONGGUAN (Cina), 10 agosto 2008 - E brava Tatiana. Anzi bravissima. Tatiana Guderzo si è costruita una medaglia di bronzo a forza di scatti. L’azzurra, 23 anni, vicentina di Marostica, la città di Giovanni Battaglin (vincitore del Giro d’Italia 1981), ha caratterizzato la corsa con la sua esuberanza atletica. E’ una donna di carattere e lo ha dimostrato anche in bici. "Sapevo che se fossimo arrivate in gruppo non avrei avuto grandi possibilità di medaglia - dice con un sorriso grande così -. Ho attaccato a ripetizione per isolare un gruppettino e poter giocate le mie carte".
PERFETTE - Le tre azzurre di Dino Salvoldi sono state impeccabili in una giornata di pioggia torrenziale e tanto vento. Vera Carrara ha corso in testa per le prime due ore, rilanciando l’azione ogni volta che il ritmo si abbassava sotto il livello di guardia. Nel circuito finale della Grande Muraglia toccava a Noemi Cantele e Tatiana Guderzo: la prima è rimasta sempre nelle prime posizioni a condizionare le avversarie, mentre Tatiana ha piazzato attacchi a ripetizione fino a rimanere con quattro compagne di fuga: Cooke, Johansson, Sodeder e Serup. La britannica (per la precisione gallese) Nicole Cooke, una fuoriclasse, ha vinto la volata in salita per l’oro, davanti alla svedese Emma Johansson, mentre Tatiana Guderzo ha concluso benissimo la sua gara con un bronzo di valore.
CICLISTI SUPER - E così sono già due le medaglie del ciclismo azzurro dopo l’argento di Rebellin, nella prova in linea maschile. "E non è finita qui - dice Renato Di Rocco, presidente della federciclo -. Tra le cronometro e le prove su pista potremmo arrivare a 4 o 5 medaglie". Tatiana Guderzo, già seconda al Mondiale di Verona 2004, ha centrato l’obiettivo più importante della carriera. «Vorrei dedicare questa medaglia a tutte le ragazze che corrono in bicicletta. Questo è uno sport bellissimo e chi riesce a sacrificarsi molto può raggiungere grandi risultati. Ho avuto un inizio di stagione complicato, ma sono cresciuta strada facendo e oggi mi sentivo davvero bene. E ci ho messo tanta, tanta grinta. Adesso staccherò un po’ e poi mi concentrerò sul Mondiale di Varese".

Tagliariol, Pellielo, Guderzo
Festa grande a Casa Italia

Le tre medaglie di giornata hanno celebrato i loro successi nel quartier generale della delegazione azzurra a Pechino. Lo schermidore, primo oro italiano: "Arriveranno altre vittorie". Il tiratore: "Sono olimpico dal 1992 e non voglio smettere". La ciclista: "Il bronzo è per i veri appassionati di questo sport"

Pellielo (a sinistra), Tagliariol e Guderzo posano con le loro medaglie a Casa Italia. Ansa
Pellielo (a sinistra), Tagliariol e Guderzo posano con le loro medaglie a Casa Italia. Ansa
PECHINO, 10 agosto 2008 - Uno, due e tre. Oro, argento e bronzo. Signore e signori, ecco a voi Matteo Tagliarol, superbo dominatore della spada, Giovanni Pellielo, splendido piazzato nella fossa del tiro a volo e Tatiana Guderzo, terza a sorpresa nella prova su strada di ciclismo. Che domenica, Italia. A Pechino c’è un podio colorato d’azzurro. Roba da vertice nel medagliere. Da super potenza dello sport mondiale. I componenti del magico terzetto si sono conosciuti solo a tarda sera a Casa Italia. Dove la festa, guidata dal presidente del Coni Gianni Petrucci, è stata grande.
ORO - Tagliarol si è fatto attendere, come tutte le star. Espletare la pratica dell’antidoping è stato più difficile che surclassare il francese Jeannet in finale... "Nel corso della giornata - sostiene il 25enne trevigiano dell’Aeronautica - mi sono sentito meglio incontro dopo incontro. Alla vigilia speravo in una medaglia, ma non osavo credere a tanto". E’ sua la firma sotto il primo trionfo italiano alla XXIX Olimpiade estiva: "Sono certo che di successi ne arriveranno tanti altri - sorride - a cominciare proprio dalla scherma e dalla prova a squadre della spada. Siamo fortissimi. Da bambino ho provato diversi sport. Nuotavo, mi piaceva sciare. Ho cominciato a tirare a sei anni: mai mi ero divertito tanto. Chi pensava però, allora, di arrivare fin qui". Tra i tanti ringraziamenti, uno particolare è per il c.t. e suo allenatore Angelo Mazzoni, in procinto di passare a guidare la Svizzera: "E’ la persona chiave della mia vita sportiva - sottolinea - spero torni, devo crescere ancora".
ARGENTO - Giovanni Pellielo, mister serenità, ha fatto tripletta: tre medaglie in altrettante Olimpiadi consecutive. Bronzo a Sydney 2000, argento ad Atene 2004 e a Pechino 2008. Nessuno, nella gloriosissima storia del tiro a volo tricolore, era riuscito a far tanto. "Delle tre - racconta il 38enne poliziotto penitenziario di Vercelli, mentre telefonicamente riceve i complimenti del ministro della giustizia Angelino Alfano - questa è stata la più sofferta. Per via del nuovo regolamento, con la finale a un solo colpo. Per via della situazione climatica, tra pioggia, umido e foschia. Per via del fatto che da un anno e mezzo mancavo da un podio internazionale. Sono "qui" dal 1992, ho cinque Giochi alle spalle. Ma nessuna intenzione di smettere. Finché Dio mi darà la forza per continuare e i risultati arriveranno, perché non insistere?".
BRONZO - Tatiana Guderzo è ancora incredula: "Preferisco il sole alla pioggia - ammette - ma il meteo sfavorevole c’è stato per tutte. La condizione c’era, la testa pure. La prima salita non mi ha spaventata, alla seconda ho parlato coi tecnici e insieme abbiamo deciso che fosse il caso di provarci. Anche da sola: mi hanno ripreso, ma non mi sono scoraggiata. Negli ultimi 200 metri ho dato tutto. Un’Olimpiade è difficile da gestire: è andata benissimo". La medaglia della 23enne vicentina di Marostica fa il paio con quella d’argento conquistata sabato da Davide Rebellin nell’analoga prova maschile: "Come lui - dice la portacolori delle Fiamme Azzurre - dedico il risultato agli appassionati veri di ciclismo. E poi a me stessa e alla mia famiglia. Ora festeggio, poi vedremo per la cronometro"

sabato 9 agosto 2008

Rebellin, gioia d'argento
Bettini: "Ho sbagliato"

Il corridore veneto, 37 anni oggi, prova a sorridere dopo il secondo posto alle spalle di Sanchez: "Vincere una medaglia all'Olimpiade resta comunque un sogno realizzato. Ma ero a un passo dalla vittoria, peccato". L'iridato: "Non dovevo marcare Valverde"

Davide Rebellin, 37 anni compiuti oggi, sul podio olimpico con Sanchez e Cancellara. Reuters
Davide Rebellin, 37 anni compiuti oggi, sul podio olimpico con Sanchez e Cancellara. Reuters
PECHINO (Cina), 9 agosto 2008 - Samuel Sanchez campione olimpico nel ciclismo su strada. Oro alla Spagna, che in questo 2008 indimenticabile ha vinto il Giro (Contador), il Tour (Sastre), molte classiche (Valverde e Freire), per non parlare delle altre discipline. L'argento è per l'Italia, appeso al collo di Davide Rebellin, straordinario e come spesso gli è accaduto, perfetto fino a un metro dal traguardo. Terzo posto per Fabian Cancellara, che ai Giochi era arrivato per puntare forte sulla prova a cronometro e invece ha rischiato di chiudere in trionfo una rimonta travolgente negli ultimi 5 chilometri (sarà bronzo sul podio di Pechino). Bettini, fuori dalla lotta per il primo posto per ragioni tattiche e non di condizione, è diciottesimo e non cerca scuse, anzi si dà tutte le colpe. Valverde tredicesimo.
ULTIMO GIRO INFUOCATO - La corsa si è infiammata all'ultimo Giro, dopo gli attacchi di Franco Pellizotti, che avevano scremato il gruppo. Andy Schleck ha acceso la miccia. Il resto lo hanno fatto Evans, Kolobnev e Rogers, inseguiti da Sanchez e Rebellin, pedine che Italia e Spagna avrebbero voluto muovere in altro modo. Negli ultimi 10 km entrambi si sono ritrovati nella fuga buona, trascinati dal più piccolo dei fratelli Schleck, Andy, 23 anni, che ha mostrato nervosismo e inesperienza, ma anche un talento che lo porterà lontano. Il ritorno di Cancellara su Rogers e Kolobnev è stata una delle azioni più belle della corsa: lo svizzero ha recuperato una ventina di secondi in 5 chilometri, riportando l'australiano e il russo sul terzetto di testa. Poi il finale, amaro per Rebellin, beffato all'ultimo secondo da Samuel Sanchez, un corridore completo, ma che in questa stagione aveva vinto solo alla Vuelta Asturias.
E' COMUNQUE UN SOGNO - "L'oro è un'altra cosa, peccato perché ormai ero a un passo dall'oro", ha detto Rebellin dopo l'arrivo. "Salgo sul podio con un po' di tutto, ne ho fatti tanti di secondi posti ma questo è il più bello - ha aggiunto il corridore veneto, che oggi compie 37 anni, ai microfoni di Rai Sport -. L'argento è un sogno che tutti gli sportivi hanno, sei comunque a un passo dall'oro ed è una grossa soddisfazione". Sanchez - conclude - mi ha passato negli ultimi metri, è stata una volata regolare ma si vedeva che era il più forte. Ringrazio i compagni e i tifosi".
ESEMPIO - "La mia è una medaglia pulita - ha aggiunto Rebellin - Ritengo di essere di esempio anche per i giovani. I risultati si ottengono sempre con sacrifici e voglia di allenarsi Anche in inverno mi concedo solo 2-3 feste, ma il mio divertimento è uscire in bici". Rebellin ha anche un ricordo per Fabio Casartelli (scomparso dopo una caduta nel corso del Tour del 1995), con cui 16 anni fa a Barcellona condivise l'esperienza olimpica: "Sono sicuro che da lassù avrà fatto il tifo per me".

martedì 5 agosto 2008

Positivo al doping anche Sella,
aveva criticato Riccò

Anche per lui si tratta di Epo-Cera. Dopo i test del rivale aveva detto: «E' una sconfitta per il ciclismo»

Sella vittorioso nella 20esima tappa dell'uultimo Giro d'Italia (Ansa)
Sella vittorioso nella 20esima tappa dell'uultimo Giro d'Italia (Ansa)
LOSANNA - Il ciclista italiano Emanuele Sella è stato trovato positivo all'Epo-Cera a un controllo antidoping a sorpresa "fuori competizione" disposto dall'Uci. Il corridore vicentino, quando alla stessa sostanza era stato trovato positivo Riccardo Riccò, aveva detto «è una sconfitta per il nostro sport».

SELLA: «NON SO NULLA. NON È VERO NIENTE» - «Non so assolutamente nulla di questa storia, non mi è stato comunicato niente. Non è vero niente». È istintiva, ma anche commossa, la reazione di Emanuele Sella alla notizia della sua positività all'Epo di ultima generazione. Il corridore vicentino, che all'ultimo Giro d'Italia si è aggiudicato tre tappe in salita (mentre nella crono di Plan de Corones si è piazzato secondo), sembra cadere dalle nuvole. «Io non so nulla - continua a ripetere, al telefono - Non so se la notizia sia vera, comunque mi informerò, parlerò con la squadra».

RICCÒ: «SONO CON LUI» - È proprio Riccò corre in soccorso a Sella. «La frase di Sella non voglio nemmeno commentarla. Ha detto che la mia positività era una sconfitta per il nostro sport? Io posso solo dire che mi dispiace per lui, ci sono passato anch'io e so cosa si prova in momenti come questo. Io l'ho attaccato con le gambe al Giro d'Italia, quelle sono altre cose. Mi dispiace per lui, gli dico di farsi forza e basta».

Doping, ora tocca a Sella
Riccò: "So cosa si prova"

Il vicentino positivo a un controllo a sorpresa dell'Uci: si tratterebbe dell'Epo-Cera, la stessa sostanza che aveva assunto il modenese prima del Tour. La prima reazione: "Non so nulla di questa storia". Il Cobra: "Ci sono passato anch'io, mi dispiace per lui"

Emanuele Sella, 27 anni, a Tirano nel giorno della terza vittoria al Giro. Ansa
Emanuele Sella, 27 anni, a Tirano nel giorno della terza vittoria al Giro. Ansa
MILANO, 5 agosto 2008 - Emanuele Sella è stato trovato positivo all'Epo-Cera in seguito a un controllo antidoping a sorpresa "fuori competizione" disposto dall'Uci. Il corridore vicentino aveva vinto tre tappe al Giro 2008.
ESPLOSO - Il vicentino, 27 anni, corre per la Csf Navigare ed era stato tra i protagonisti della corsa rosa conquistando la maglia verde grazie ai successi sull'Alpe di Pampeago (15ª tappa), sulla Marmolada (il giorno dopo) e a Tirano (penultima frazione), chiudendo tra l'altro al secondo posto dietro Pellizotti la cronoscalata di Plan de Corones.
TENDINITE - Quando era esploso il caso Riccò, il 17 luglio, Sella aveva detto: "E' una sconfitta per il nostro sport". Due giorni dopo la sua squadra aveva comunicato la decisione di rimandare il suo rientro al Trofeo Matteotti, in programma il 20, per una tendinite.
INCREDULO - "Non so assolutamente nulla di questa storia, non mi è stato comunicato niente. Non è vero niente", ha dichiarato il corridore all'Ansa. Non so nulla - continua a ripetere al telefono - devo parlare con la squadra".
RICCO' - "Sella ha detto che la mia positività era una sconfitta per il nostro sport, ma non voglio nemmeno commentare la sua frase. Io posso solo dire che mi dispiace per lui, ci sono passato anch'io e so cosa si prova in momenti come questo". Il modenese, cacciato dal Tour per la sua positività all'Epo-Cera, manifesta solidarietà al vicentino, con cui aveva consumato una dura polemica all'ultima Giro: "So cosa sta provando, sono solidale con lui. Io l'ho attaccato con le gambe al Giro d'Italia, quelle sono altre cose. Mi dispiace per lui, gli dico di farsi forza e basta. Sicuramente - conclude Riccò - avrà una moglie al fianco che lo saprà sostenere in questo momento così triste e buio".